Una asimmetrica scala lucente per la natura e la levigatezza dei materiali – l’ottone e l’acciaio – si slancia verso l’alto, in forte tensione dinamica e con l’aspirazione ad espandersi verso l’Infinito. Una serie di volitivi scatti spaziali la connotano mirabilmente e l’immagine conosce il suo doppio attraverso lo specchio che riflette ed amplia la sua consistenza volumetrica. E’ un oggetto artistico dalle infinite potenzialità espressive che potrebbe trovare un’adeguata collocazione (in altra scala dimensionale) in ampi spazi urbani. Dunque, una scultura con spiccate valenze architettoniche, ma che, nel contempo, è frutto di un’ispirazione colma di raffinato afflato poetico.
Ilario Luperini